| | | C’era un tempo in cui si narravano storie di folletti dispettosi, draghi spaventosi, streghe e fate. Lo ricordo. Era il tempo in cui…le ascoltavo…quelle storie. Era il tempo in cui il mondo era più grande di così. Anche mia nonna ora così piccola, delicata, bianca…era grande! Era il tempo in cui per incontrare quel suo sguardo intelligente, dovevo girare il naso in su. Ed era il tempo in cui intraprendevo le mie battaglie con i miei genitori, perché mi lasciassero dormire dai nonni: «per favore…solo per stanotte…sarò bravo…dormirò nel mio letto…non ho paura…». Ma, puntualmente, non appena se ne tornavano a casa l’ansia mi assaliva. Il cavaliere coraggioso che viveva nel mio cuore, però, non mi permetteva di mostrare la mia debolezza. Così, con quella strana sensazione che si faceva sempre più opprimente, con quella voglia di chiamare il mio papà, salivo con fare orgoglioso la scalinata che conduceva alle camere da letto. Mi infilavo nel lettone tra i miei nonni…solo per un po’ dicevo io, non avevo ancora sonno. E lì…aveva inizio l’avventura. Mia nonna si faceva narratore. Mio Dio…che sensazione…il mio spirito era pronto (forse), il mio corpo ancora no (probabilmente). Iniziava così…
…c’era una volta… …un bosco stregato…era abitato dai folletti. Piccoli, tutti uguali agli occhi umani. Dispettosi. Guai a perdersi in quel bosco…festa grande per i folletti, che si divertivano a spaventare i poveri malcapitati. Li distraevano, l’imbrogliavano e sempre più nel bosco, i poveretti, s’addentravano. Poi, stanco d’un gioco ormai fattosi noioso, il gruppetto dispettoso a rintanarsi nel lettuccio se ne andava sonnacchioso. E lui, il poveretto, si ritrovava solo soletto. Poi, d’un tratto…una caverna…meglio lì, al sicuro, aspettare del Sole lo spuntare. Ma…suoni…voci e risa…giungono a solleticar l’udito. Che fare? Aspettare o, come Indiana Jones, esplorare? Ma, si sa, l’uomo resistere non sa! E così, con il passo un po’ tremante il poveretto cerca il suono, in fondo, rassicurante. E…cammina…cammina…intravede una lucina… …Davanti a un fuoco scoppiettante, sta una fanciulla affascinante. E in cerchio, tutt’attorno…gente. Gente strana, per la verità…aspetta…son tutte donne e…belle. Ma tra tutte, lei è la più bella. Ma chi sono? …chi è? …si avvicina per guardare meglio…alla luce del focolare la pelle nuda delle spalle, lo sventurato può osservare. Oh…sorpresa, sfortuna, paura…hanno il marchio! Dalla zampa di gatto son segnate… Streghe…son Streghe. Allora corre, il poveretto, scappa veloce…più che può. Ma distratto e spaventato, lo sciagurato, dalle streghe è presto notato. Corre, corre lontano dalla grotta…ma la strega, la più bella, a rincorrerlo manda la sua flotta. Non dal mare, ma dal cielo… Ecco arrivano…li sente, il poveretto…dall’ombra della notte son celati, ma dal batter d’ali son svelati. Draghi…draghi enormi, giganteschi…veri sputafuoco sono questi. Corre, corre…e va, ma dove, proprio non sa. Poi, d’un tra...Read the whole post...
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